Dazi Usa, un duro colpo per l’export campano: a rischio 3mila posti di lavoro

La regione potrebbe subire una riduzione dell’export superiore all’11%

L’imposizione di dazi orizzontali da parte degli Stati Uniti, annunciata dall’ex presidente Donald Trump, rischia di mettere in ginocchio l’export italiano, con la Campania tra le regioni più colpite. Secondo un’analisi della Svimez, riportata dal Corriere del Mezzogiorno in un articolo a firma di Claudio Mazzone, la regione potrebbe subire una riduzione dell’export superiore all’11%, con gravi ripercussioni sull’occupazione e sulla crescita economica.

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La Campania ha un legame commerciale particolarmente forte con gli Stati Uniti, esportando beni per circa 2,7 miliardi di euro ogni anno. Tra i settori più colpiti dall’introduzione di un dazio del 20% su tutti i prodotti figurano l’agroalimentare e l’automotive.

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L’agroalimentare, che vale 800 milioni di euro in esportazioni verso gli USA, include eccellenze come la mozzarella di bufala, il vino e l’olio d’oliva. L’automotive, invece, genera circa un miliardo di euro in export e rappresenta uno dei comparti più dinamici dell’industria campana. Secondo i dati riportati dal Corriere del Mezzogiorno, i dazi potrebbero mettere a rischio oltre 3.000 posti di lavoro solo in Campania, su un totale nazionale di oltre 50.000 unità.

Il direttore generale della Svimez, Luca Bianchi, sottolinea come questa misura possa interrompere il processo di sviluppo del Sud, minando la capacità della regione di attrarre investimenti e di esportare i propri prodotti. «Il Mezzogiorno stava vivendo un percorso di crescita basato sull’internazionalizzazione, che ora rischia di essere compromesso», ha dichiarato Bianchi.

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Non solo Campania

L’effetto negativo dei dazi non si limiterà alla Campania, ma avrà ripercussioni su tutto il Paese, considerando che molti beni campani vengono esportati attraverso triangolazioni con le industrie del Centro-Nord. La diversificazione dei mercati di sbocco non è un processo immediato, e perdere l’accesso privilegiato al mercato statunitense potrebbe significare anni di difficoltà per le imprese locali.

Per contrastare questa crisi, Bianchi evidenzia la necessità di risposte coordinate a livello internazionale, evitando soluzioni protezionistiche locali che rischierebbero di aggravare la situazione. La Campania e il Mezzogiorno devono inserirsi in un processo di ridefinizione della globalizzazione, cercando nuove opportunità per garantire la sostenibilità economica e occupazionale della regione.

L’inasprimento delle politiche commerciali statunitensi rappresenta una sfida cruciale per l’Italia e, in particolare, per la Campania. Sarà fondamentale attuare strategie di sostegno alle imprese e promuovere un dialogo internazionale per mitigare gli effetti di una misura che potrebbe compromettere la competitività del Made in Italy nel mondo.

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