Rigenerazione urbana, Discepolo: «Torre Annunziata deve decidere che città vuole essere»

L’assessore all’evento de La paranza delle idee

«Torre Annunziata oggi ha tante criticità ma ha alle spalle una storia, anche industriale, importante e conserva ancora adesso enormi potenzialità, che riguardano lo stesso porto della Città, che, più di quello di Castellammare di Stabia, si presta a essere lo scalo marittimo di Pompei».

Lo ha affermato Bruno Discepolo, Assessore al Governo del Territorio della Regione Campania, alla tavola rotonda organizzata dall’Associazione politico culturale La paranza delle idee sul tema Rigenerazione urbana e governo del territorio. Focus su norme urbanistiche regionali, legge sulla Zona Rossa del Vesuvio e proposte di rigenerazione del territorio e svoltasi mercoledì 13 marzo presso l’Aula Magna/Auditorium del Liceo Artistico Statale Giorgio de Chirico di Torre Annunziata.

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«Questa città – ha continuato Discepolo – deve però decidere una volta per tutte cosa vuole fare da grande; deve decidere, cioè, se essere un territorio completamente votato al turismo oppure se essere un territorio che, accanto alla sua, per certi versi naturale, vocazione turistica, vuole continuare a far convivere anche la sua tradizionale vocazione industriale, contemplando, quindi, anche la possibilità che si creino dei nuovi insediamenti produttivi e che vengano potenziati quelli esistenti, alcuni dei quali sono conservano un’enorme rilevanza, pur se inseriti in un contesto depresso».

«Una volta che emergerà con chiarezza il messaggio circa l’identità che la Città vuole avere in futuro allora gli Enti sovracomunali, a partire dalla Regione Campania, si conformeranno a tale decisione e verranno meno tutte le contraddizioni che, talora, vengono ravvisate sulle destinazioni d’uso del territorio e delle infrastrutture ivi presenti. L’auspicio è che con le ormai prossime Elezioni amministrative possa avviarsi, in positivo, una fase nuova per la Città».

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All’iniziativa, introdotta dal Presidente del sodalizio oplontino Claudio Bergamasco, è intervenuto, oltre a Discepolo, Antonio Franco Mariniello, già Ordinario di Composizione Architettonica e Urbana presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II; la tavola rotonda è stata moderata dalla giornalista Roberta Miele.

Nel corso dell’evento si è discusso della difficoltà da parte di Comuni nel fare i Piani Urbanistici Comunali, dei possibili cambiamenti che potranno arrivare dall’approvazione di una nuova legge urbanistica regionale e degli strumenti messi a disposizione della rigenerazione urbana dalla legge regionale campana n. 13/2022.

Proposte di rigenerazione urbana

Il professore Mariniello ha poi illustrato due proposte di rigenerazione urbana relative al territorio torrese che ha elaborato con altri in un gruppo di lavoro facente capo al Laboratorio di Urbanistica e Pianificazione Territoriale del DIARC dell’Università Federico II di Napoli; una inerente all’area della Real Fabbrica d’Armi e l’altra proprio al porto e alla linea ferroviaria dismessa Torre-Cancello, ora oggetto di una parziale riconversione in pista ciclabile.

La Zona Rossa del Vesuvio

Infine, lo scottante argomento delle possibili modifiche alla legge 21/2003, la legge sulla Zona Rossa del Vesuvio.

«La legge 21 verrà superata dal Piano Paesaggistico Regionale, del quale confidiamo di completare entro il 2024 la fase preliminare. Non appena sarà pronto il nuovo Piano Paesaggistico della Regione Campania verrà meno anche la legge 21 ma è difficile dare una data certa perché questo percorso non dipende solo da noi ma anche dal Ministero della Cultura» ha dichiarato Discepolo sulla questione.

La Commissione Straordinaria

Invitata ma assente a causa di concomitanti impegni la Commissione Straordinaria che regge il Comune oplontino, la quale, qualora fosse stata presente, verosimilmente avrebbe dovuto chiarire come mai sul PUC, in oltre due anni di gestione commissariale complessiva dell’Ente, si è ancora fermi al Preliminare di Piano predisposto dall’Amministrazione Ascione, oltre a dover misurarsi con opinioni non del tutto allineate con la decisione di far abbattere Palazzo Fienga, l’ex roccaforte del clan Gionta, ora confiscata dallo Stato.

Commissione che, a proposito di rigenerazione urbana, è però molto attiva sul versante del concorso di progettazione volto a reperire un’idea di recupero del teatro Moderno, di recente acquistato dal Comune; l’impressione è che si tratti di una misura-spot, mirata a celare i ritardi sul PUC e su tanto altro ancora, come la riqualificazione della Darsena dei Pescatori.

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