Migranti, Francia cerca il dialogo ma non chiede scusa. Richiamo della Metsola: Italia non può farcela da sola

Tajani ribadisce: «L’Italia non puo’ permettere a chicchessia di offenderla»

«L’Italia non puo’ permettere a chicchessia di offenderla». Antonio Tajani tiene il punto sulla vertenza con la Francia sul tema migranti. Dopo le dure parole del ministro dell’Interno francese, il titolare della Farnesina ribadisce la posizione del governo, paragona le espressioni di Gerald Darmanin a «una pugnalata alla schiena» e giudica «insufficienti» le precisazioni giunte da Parigi.

Per ricucire i raporti la diplomazia è al lavoro e a stemperare la situazione, nel tardo pomeriggio di ieri, arrivano le dichiarazioni della premier francese, Elisabeth Borne, che auspica un «dialogo pacifico» con l’Italia. «Vorrei ribadire che l’Italia è un partner essenziale della Francia, che il nostro rapporto si basa sul rispetto reciproco, e che favoriremo la consultazione e un dialogo pacifico per continuare a lavorare insieme», aggiunge.

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Da Parigi il vice presidente del Consiglio, che parla a margine della convention organizzata da Forza Italia, si aspetta una presa di distanza chiara dal suo ministro dell’Interno. All’appuntamento di Milano partecipa anche la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, che non interviene direttamente sullo scontro tra Italia e Francia ma chiede che tutta l’Unione si faccia carico del problema della crisi migratoria. «Non puo’ essere affrontato solo dai paesi di confine dell’Unione. L’Italia non puo’ farcela da sola. Voglio che la nostra sia un’Europa di soluzioni e non di retorica», sottolinea in un videomessaggio.

L’intervento di Weber

Sulla stessa linea si esprime anche Manfred Weber, il presidente del Partito popolare europeo: «L’unione e la solidarietà sono la soluzione per superare qualsiasi ostacolo. Dobbiamo proteggere in modo migliore le nostre frontiere esterne e non lasciare che siano i trafficanti di esseri umani a decidere chi entra», sostiene.

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Piantadosi: «Europa non deve essere spettatrice»

Nella querelle interviene anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per confermare la necessità di un impegno europeo. «Sulla gestione dei migranti – spiega – l’Europa non deve essere spettatrice, ma coprotagonista, significa concorrere a creare stabilità. I flussi migratori sono un fenomeno umano che deve essere governato nel rispetto dei migranti – aggiunge – ma anche della capacità di accoglienza degli Stati». Il Quirinale, che in passato era intervenuto per ricucire con il presidente Macron, non avrebbe intenzione di compiere questa volta gesti formali, rinviando i passi di politica estera al governo, anche perché finora lo scontro è rimasto a livello di ministri.

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