Multato perché serviva i clienti nel lockdown, giudice annulla la sanzione

Secondo la sentenza la multa doveva «essere supportata dalla specifica indicazione delle ragioni tecniche»

E’ destinata a far discutere la sentenza del giudice di pace di Chiavari che ha annullato la multa a un ristoratore di Lavagna che, durante il lockdown del 2021, aveva servito i clienti dopo le 18.

Punti Chiave Articolo

«La previsione di fasce orarie nelle quali lo svolgimento dell’attività non era consentita – scrive il giudice Cristina Grassone nella sentenza riportata sull’edizione di levante del Secolo XIX – avrebbe dovuto essere supportata dalla specifica indicazione delle ragioni tecniche che facevano ritenere un incremento del rischio di diffusione del contagio nell’esercizio delle attività nelle fasce orarie in cui operava il divieto».

Pubblicità

Il titolare, difeso dall’avvocato Marco Mori, aveva ricevuto una multa da 400 euro. La sanzione era stata impugnata e nei giorni scorsi è arrivata la sentenza. Le ragioni tecniche non sono contenute né «nel Dcpm del 14 gennaio 2021 – scrive ancora il giudice – né nel verbale del Comitato Tecnico Scientifico della seduta del 12 gennaio».

La multa a gennaio 2021

La sentenza del giudice di pace chiavarese, la prima nel territorio del Tigullio, potrebbe incoraggiare adesso i ricorsi dei ristoratori che sono stati sanzionati nei mesi difficili delle restrizioni e delle chiusure. I fatti risalgono al gennaio 2021. Il ristoratore tiene aperto il locale anche oltre l’orario previsto dal decreto del Governo. Per questo riceverà più multe, così come verrà multato per la questione del Green pass. La sentenza depositata nei giorni scorsi, si riferisce ad uno dei verbali presi dal ristoratore.

Pubblicità Federproprietà Napoli

«Impugneremo anche le altre sanzioni», sottolinea l’avvocato Marco Mori. Il giudice Cristina Grassone scrive ancora nella sentenza: «nel caso che ci occupa, la limitazione dell’orario di svolgimento dell’attività di ristorazione determinava la compressione di un diritto costituzionalmente garantito, quale quello del libero esercizio dell’attività economica». In conclusione, il giudice di pace, ha sottolineato «l’illegittimità del Dcpm del 14 gennaio 2021 nella parte in cui individua la misura violata senza esplicitare i presupposti di fatto, nonché le ragioni tecnico scientifiche, poste a fondamento della misura restrittiva».

Potrebbe interessarti anche:

Setaro

Altri servizi

Sara seguita e uccisa in strada: vittima di attenzioni moleste da 2 anni

L'ultimo messaggio della 22enne: «Il malato mi segue» È durata una manciata di ore la fuga di Stefano Argentino, lo studente universitario 27enne che lunedì...

Napoli, aperta la stazione Centro Direzionale della Linea 1

Manfredi: «Tassello fondamentale» È stata aperta al pubblico oggi, alle ore 16, la nuova stazione della Linea 1 della Metropolitana di Napoli al Centro Direzionale....

Ultime notizie

Quindicenne trovato privo di sensi vicino casa: verifiche sulle chat del ragazzo

Non si esclude il tentativo di suicidio Era riverso in una pozza di sangue il 15enne che lunedì sera è stato trovato privo di sensi...

Anziché pontificare, Prodi chieda scusa agli italiani

Ha svuotato l’Iri, svenduto la lira e paghiamo ancora le conseguenze Ma qualcuno crede davvero che la polemica sul «Manifesto di Ventotene» la Schlein e...

Dazi Usa, un duro colpo per l’export campano: a rischio 3mila posti di lavoro

La regione potrebbe subire una riduzione dell’export superiore all’11% L’imposizione di dazi orizzontali da parte degli Stati Uniti, annunciata dall’ex presidente Donald Trump, rischia di...