La pax Draghi vince ancora: dal primo settembre green pass obbligatorio a scuola e sui trasporti

Passo indietro per la Lega che accetta il giro di vite del green pass. Rimane fuori soltanto il trasporto pubblico locale

Via libera dal primo settembre al green pass obbligatorio per il personale scolastico, gli studenti universitari e per chi viaggi sui mezzi di trasporto a lunga percorrenza. Non è previsto, invece, l’obbligo del green pass per chi viaggerà sul traporto pubblico locale. Insomma, per bus, metro e tram non sarà necessario avere oltre al biglietto il certificato verde digitale.

Il governo decide così per un ulteriore giro di vite e proprio il giorno prima dell’ingresso ufficiale nel nostro ordinamento del certificato verde digitale. Infatti, da oggi per entrare nei locali al chiuso, siano ristoranti, bar, cinema, teatri o palestre sarà necessario esibire il green pass. Un via libera alle nuove misure che è stato dato all’unanimità e che soprattutto è giunto quando ormai al mattino nel corso della riunione della cabina di regia era stata trovata un’intesa. Una volta blindata quella tutto è andato abbastanza liscio.

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Anche se il premier Draghi non ha partecipato alla conferenza stampa successiva al CdM, per dare spazio ai ministri Speranza, Giovannini e Bianchi (Salute, Trasporti e Scuola), è evidente che il vincitore della partita è lui. Nuovamente capace di imporre quella ormai diventata famosa pax Draghi silenziando i dissensi della vigilia che pure erano molti ed anche numerosi.

Restano però i 900 emendamenti al dl sul green pass, da capire l’atteggiamento della Lega

Alla fine, infatti, è prevalsa la linea della prudenza unita a quella del rigore, lasciando fuori dall’obbligo del green pass soltanto il traporto pubblico locale. Per la Lega indubbiamente una battuta d’arresto, visto che in più occasioni si era detta contraria al green pass. Pesano in questo senso i 900 emendamenti al primo dl sul green pass in discussione in Commissione alla Camera e su cui adesso sarà interessante capire l’atteggiamento del partito di Salvini.

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Insomma, potrà la Lega continuare a portare avanti la richiesta di abolizione del green pass in Commissione, quando poi i suoi ministri nel CdM hanno votato a favore del suo inasprimento? Senza parlare della base e di quei diversi parlamentari che nei giorni scorsi si erano uniti alle manifestazioni di protesta contro il green pass. L’unica concessione ottenuta da Draghi che il green pass entrerà in vigore il primo settembre e non già a fine agosto. Ma si tratta comunque di un contentino.

Questo spiega l’imbarazzo e il tentativo, immediatamente conclusasi la riunione a Palazzo Chigi, di intestarsi il tetto ai prezzi dei test salivari: «Bene i test salivari nelle scuole e tampone per minori a otto euro da domani. Lega soddisfatta. Rispettato il principio di prudenza e raziocinio».

Meloni: «Vince sempre la linea Speranza»

Tentativi per mascherare il magro risultato, verso cui la leader di Fratelli d’Italia, senza però citare mai la Lega, subito punta il dito: «Draghi ha tutta l’autorità per imporsi, quindi sono stupita che faccia quello che dice Speranza. Questo vuol dire che non avevamo bisogno di Mario Draghi. Mi pare che vinca sempre la linea Speranza e purtroppo era inevitabile che fosse così».

Lettura alla quale però il diretto chiamato in causa cerca subito di smentire chiarendo che «non è assolutamente la vittoria di una parte ma del paese perché è un provvedimento giusto che ci aiuterà a gestire questa fase». E continuando: «È la strada giusta per contrastare la diffusione del contagio, ridurre i ricoveri ospedalieri e la sofferenza nelle terapie intensive ed evitare nuove chiusure. È con il vaccino, il green pass ed i nostri comportamenti responsabili che combattiamo il virus e riconquistiamo le nostre libertà».

Analisi che naturalmente Giorgia Meloni non condivide: «Non sono d’accordo sul fatto che si continuino a portare avanti misure irragionevoli che creano devastazione alla nostra economia senza produrre niente di buono, senza alcuna evidenza scientifica».

Ora se ne parlerà alla ripresa dell’attività parlamentare a settembre, anche se come ha già spiegato il ministro Brunetta: «Ci saranno Dpcm o decreti ministeriali per regolare le singole specificità contenute nel decreto. Ci saranno ulteriori aggiornamenti molto probabilmente verso fine agosto prima dell’inizio attività scolastica». Ma qualunque cosa accade il dato politico è chiaro, la pax Draghi ha vinto di nuovo.

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