La Lega ha presentato al Senato una mozione di sfiducia nei confronti del ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina. «La disastrosa gestione della scuola del Ministro Azzolina sta tenendo in tensione famiglie, studenti e personale, un Ministro che ha perso molti mesi preziosi in chiacchiere, senza fornire alcuna certezza sul proprio destino a 8 milioni di studenti» si legge nel documento firmato da tutti i senatori del Carroccio.

«Il Governo – continua – non ha alibi e l’incapacità di chi lo rappresenta pesa ormai irrimediabilmente sulla vita e sulla formazione dei nostri ragazzi. Servono risposte immediate, non c’è più tempo e senza ripartenza in sicurezza della scuola non riparte l’intero Paese». La Lega «visto l’articolo 94 della Costituzione e visto l’articolo 161 del Regolamento esprime la propria sfiducia al ministro dell’istruzione, onorevole Lucia Azzolina, e la impegna a rassegnare le proprie dimissioni».
Nel mirino del partito di Matteo Salvini anche la tesi di Laurea e la carriera. «C’è il dubbio – scrivono nella mozione – che la Ministra Azzolina abbia commesso reato di plagio e di violazione del diritto d’autore, copiando da opere altrui interi brani (complessivamente sarebbero più di 40) sia nella sua tesi per la Scuola di Specializzazione all’Insegnamento Secondario, discussa all’Università di Pisa nel 2010, sia nelle due tesi di primo e di secondo livello, discusse all’Università di Catania, mettendo per giunta in vendita i tre elaborati su un sito specializzato»
Ma la Lega accusa anche l’Azzolina di essersi autoassunta. «Come segnalato dallo stesso Arcangeli in due articoli del 12 e del 14 agosto pubblicati dal Giornale, risulterebbe essersi di fatto anche ‘autoassunta’ a dirigente scolastico, poiché la ministra è già ora in posizione utile per essere chiamata a rivestire quel ruolo dopo il via libera del Ministero all’assunzione di 458 nuovi Ds per l’anno scolastico 2020-2021».
«Il TAR ha emesso una sentenza di annullamento dell’intera prova del concorso a cui il Ministro ha partecipato, se il Consiglio di Stato il prossimo 15 ottobre dovesse confermare quanto previsto dal Tar Lazio, si potrebbe sostanziare una situazione di palese conflitto di interessi» si legge nel documento con primo firmatario Matteo Salvini.
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