Avrà una superficie di 85mila metri quadrati
«Non è un classico ospedale, ma è disegnato a misura di bambino, con il gioco che si unisce a un ambiente ospedaliero di alta tecnologia. È il progetto di un grande ospedale, ma anche di un organismo vivo, pensato per essere a misura di bambino, per una cura anche dell’anima». Così l’architetto catalano Albert De Pineda, presidente di Pinearq e progettista del Nuovo Santobono ha presentato oggi a Napoli il moderno ospedale pediatrico che sorgerà nel capoluogo campano, finanziato dalla Regione con un investimento di oltre 400 milioni di euro.
Il progetto prevede la nascita di un «green hospital», fortemente integrato dal punto di vista paesaggistico con l’Area Est di Napoli e con l’intero territorio metropolitano, che include un polmone verde fruibile dalla cittadinanza e la realizzazione di aree giochi, orti urbani e di una fattoria didattica.
«La progettazione – ha spiegato l’architetto iberico – prevede quattro ‘P’: parents, cioè i genitori che accompagnano sempre il bambino; play, il gioco, come parte della cura; professionals, per favorire la qualità professionale di chi lavora; pain-free, uno spazio domestico lontano dall’idea di ospedale. Alle quattro ‘P’ si aggiunge la ‘S’, che sta per sostenibilità, sociale, fisica, ambientale. Recuperiamo uno spazio urbano, restituendo alla città uno spazio verde, e realizziamo anche una copertura verde panoramica. La forma, diagonale, consente di sfruttare al massimo l’illuminazione naturale. Le camere sono con vista, sul Vesuvio o sul mare».
La struttura
Il nuovo Santobono include anche un polo tecnologico che coniuga innovazione e ricerca, con factory dedicate alla produzione di cellule, tessuti, organoidi, farmaci, protesi digitali e meccaniche e con una software house interna orientata all’integrazione della intelligenza artificiale. Un ospedale collegato con i servizi sanitari territoriali e al centro della rete pediatrica regionale, con una centrale operativa per la telemedicina.
Con una superficie di 85mila metri quadrati, il Nuovo Santobono avrà 437 posti letto, di cui 60 di area critica per le degenze di terapia intensiva e semi intensiva e 78 dedicati alla degenza diurna. Duecento stanze di degenza ordinaria, in gran parte singole, con presenza, a seconda del livello assistenziale e della durata della degenza, di spazi di supporto.
Il blocco operatorio è composto da 14 sale operatorie tra tradizionali e ibride nella chirurgia neonatale e pediatrica con sistemi robotici per chirurgia della colonna vertebrale e per la chirurgia urologica, microscopi operatori robotizzati, tac intraoperatoria, ed un sistema di risonanza magnetica 3T intraoperatoria. Ci sarà un edificio interamente dedicato alla diagnostica di laboratorio, clinica e sperimentale, in ambito di genetica, di medicina molecolare, di manipolazione cellulare, HLA e citometria.
Un’area dedicata alla ricerca traslazionale e al programma di sperimentazioni, un centro per la produzione di organoidi e le biobanche dedicate alla ricerca e terapeutiche per la conservazione di cellule staminali, cute e ossa. Ci sarà una Tac di ultima generazione, algoritmi di intelligenza artificiale per la realizzazione di un centro di diagnostica per immagini di eccellenza e medicina nucleare, spazi per radioterapia e medicina iperbarica, senza la necessità di spostarsi in altre strutture.