«La verità», l’invito di Brunori Sas a guardarsi dentro

Un’autocritica «facile» da fare a se stesso e non ad altri

Un dialogo, come dice l’autore, un’autocritica «facile» da fare a se stesso e non ad altri. Capita spesso di identificarsi in un testo di una canzone, in una melodia che ci carica o a volte per coniato autolesionismo, ci distrugga maggiormente ma in entrambi i casi, la musica è parte integrante di un livello più «intimo» in un certo senso, di comunicazione.

Quando Dario Brunori, in arte Brunori Sas compose questa canzone, stava ormai per chiudere quello che sarebbe stato un importante disco per la sua carriera, e in «La verità», si racchiudono le ansie, le paure di un progetto discografico che stava per essere concretizzato conducendolo in studio per le registrazioni definitive e con se reggere, quelle incertezze, paure che a prescindere dalla musica, portano in grembo gli esseri umani. Fatto sta che l’idea di poter rendere leggero con un messaggio d’impatto, impulsivo e con affermazioni ciò che questo testo espone in ogni sua sfaccettatura, non deluderà le aspettative del pubblico dell’artista.

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Un invito a guardarsi dentro e capire se realmente siamo felici, se il fare che sia quotidiano, sentimentale, sociale sia ormai un’abitudine che spesso si traduce in rassegnazione rendendoci passivi oppure è cio’ che vogliamo veramente. La voglia di non lasciarsi trascinare dalle correnti, e vivere, vivere il tempo, il nostro tempo, ma La verità, è anche quel piccolo passo per saltare altrove non sempre facile da fare.

Questo brano, non passerà inosservata nel suo messaggio così determinato tanto da ricevere nel 2017, la Targa Tenco come Miglior canzone singola e richiamare l’attenzione di un pubblico vasto che riconosce all’artista la possibilità di un linguaggio facile da comprendere nell’immediato. Il brano fa parte del disco «A casa tutti bene» uscito nel 2017 per Warner Chappell Music.

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La verità di Brunori Sas

Te ne sei accorto, sì
Che parti per scalare le montagne
E poi ti fermi al primo ristorante
E non ci pensi più

Te ne sei accorto, sì
Che tutto questo rischio calcolato
Toglie il sapore pure al cioccolato
E non ti basta più

Ma l’hai capito che non serve a niente
Mostrarti sorridente
Agli occhi della gente
E che il dolore serve
Proprio come serve la felicità

Te ne sei accorto, sì
Che passi tutto il giorno a disegnare
Quella barchetta ferma in mezzo al mare
E non ti butti mai
Te ne sei accorto o no
Che non c’hai più le palle per rischiare
Di diventare quello che ti pare
E non ci credi più

Ma l’hai capito che non ti serve a niente
Sembrare intelligente
Agli occhi della gente
E che morire serve
Anche a rinascere

La verità
È che ti fa paura
L’idea di scomparire
L’idea che tutto quello a cui ti aggrappi prima o poi dovrà finire
La verità
È che non vuoi cambiare
Che non sai rinunciare a quelle quattro, cinque cose
A cui non credi neanche più

La verità
È che ti fa paura
L’idea di scomparire
L’idea che tutto quello a cui ti aggrappi prima o poi dovrà morire
La verità
È che non vuoi cambiare
Che non sai rinunciare a quelle quattro, cinque cose
A cui non credi neanche più

Tracce di Brunori Sas

Classe 1977, Dario Brunori in arte Brunori Sas, nasce a Cosenza, trascorrendo l’infanzia prima a Joggi, frazione di Santa Caterina Albanese e poi a Guardia Piemontese. Crescendo, frequenterà l’Università degli Studi di Siena conseguendo la laurea in Economia e Commercio. Il nome Brunori S.A.S è un omaggio verso l’impresa edile dei genitori che ha coperto le spese di diverse incisioni del cantautore e luogo d’ispirazione per molti brani presenti nel primo album.

«Vol. 1» è l’album di esordio dell’artista che si aggiudicherà il Premio Ciampi nel 2009 come Miglior disco d’esordio. Un tour di oltre 140 date. Uno dei brani del disco , Paolo, diventa la sigla del cartone animato Dixiland in onda su Rai Yo-YO seppur con testo rielaborato. Con «Vol. 2 Poveri Cristi» e, due anni dopo, secondo album, Brunori lascerà proietterà lo sguardo alle narrazioni degli altri , con una scrittura più complessa grazie alla collaborazione di Dente e Di martino. Nel 2012 il brano « Una domenica notte» ispira l’omonimo film di Giuseppe Marco Albano nel quale il cantautore appare in un cameo e nello stesso anno firma la colonna sonora di «È nata una star?» di Lucio Pellegrini con una serie di brani inediti volti a diventare un album. «Vol. 3 – Il cammino di Santiago in taxi», si classica al primo posto su Spotify, anno 2013.

Negli anni successivi, sperimenta il teatro spesso col tutto esaurito e la TV in particolar modo con Neri Marcorè su Laeffe, per la Rai affidandogli la conduzione di « Brunori Sa». Il 2017 porterà l’ album «A casa tutto bene», e nel 2019 «Cip».

La discografia di quest’ultimo è dedicata, con amore, ai principi generali della vita, del sociale, dalla fanciullezza, all’accettazione degli anni che tendono a chiudere il ciclo della vita, al rapporto con gli altri e verso se stesso. Cip diventerà da lì a poco Targa Tenco per il Miglior album in assoluto.

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