Anatomia dell’Alleanza di Secondigliano: tutti i boss e i clan ‘amici’

Ecco chi c’è al vertice di Contini, Mallardo e Licciardi. Tutte le cosche orbitanti e i sodalizi in affari con il maxicartello

È uno dei clan storici, di quelli che alle spalle hanno quarant’anni di attività. È il clan Contini, una delle tre colonne dell’Alleanza di Secondigliano insieme ai Mallardo di Giugliano e ai Licciardi della Masseria Cardone. È la stessa Dda a tracciarne un profilo dettagliato nell’ambito del provvedimento che ha portato all’esecuzione di trenta ordinanze di custodia cautelare, tredici delle quali in carcere e le restanti sotto forma di divieti di dimora.

L’Antimafia mette tra i fondatori e capi Edoardo Contini e Patrizio Bosti, poi una sfilza di persone che siedono al tavolo dei grandi. Rita Aieta, Ettore Bosti, Ciro Di Carluccio, Giuseppe Ammendola, Salvatore Botta, Antonio Aieta, Vincenzo Tolomelli del rione Sanità, Nicola Rullo, Antonio Moscerino e Alfredo De Feo. Vengono indicati come «capi, promotori, organizzatori e referenti territoriali». Francesco Mallardo viene indicato come co-dirigente del clan Contini a partire dal 2014.

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Le zone d’influenza

E veniamo al territorio. I Contini operano tra Secondigliano, San Carlo all’Arena (Rione Amicizia e San Giovanniello), al Borgo Sant’Antonio Abate, nella zona della Ferrovia e nei quartieri del Vasto e dell’Arenaccia. Ma anche a Poggioreale, per la precisione nella zona di via Stadera. Ogni area è guidata da uno o più «luogotenenti».

Il gruppo Vasto-Arenaccia è diretto da Nicola Rullo e da Antonio Moscerino; al Borgo Sant’Antonio Abate a comandare sono Gaetano Ammendola e Vincenzo Tolomelli; al Rione Amicizia c’è Salvatore Botta; gruppo di San Giovanniello è invece guidato da Antonio Aieta e da Alfredo De Feo; Infine, il gruppo della Stadera-Poggioreale, diretto da Paolo Di Mauro fino alla sua morte. È dalla scissione di quel gruppo che è nato il gruppo della Cittadella. Si tratta di una compagine attiva nell’ambito della sfera di influenza dell’Alleanza di Secondigliano.

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È il pretesto per la Dda per parlare dei Licciardi organizzati all’origine da Gennaro Licciardi «‘A scigna», deceduto in carcere per cause naturali. Il potere passò nelle mani di Vincenzo Licciardi, attualmente detenuto come i fratelli Pietro e Maria, oltre che in quelle di Antonio Teghemie, marito di «Maria ‘a piccerella». I Licciardi sono radicati in varie zona. Alla Masseria Cardone il clan è diretto da Renato Esposito; al rione Don Guanella al vertice c’è Antonio Bruno; al rione Berlingieri di Secondigliano, il referente è Luigi Carella, detto «Giggino ‘a gallina». Ma i Licciardi hanno un referente anche al Vasto, dove i luogotenenti sono Gennaro Cirelli e Giovanni Varriale, sulla base di accordi di reciproco rispetto e strategie comuni con gli esponenti direttamente riconducibili alla famiglia Contini e dei Mallardo.

I clan di Napoli nord

Il fondatore del clan di Giugliano è Francesco Mallardo insieme al fratello Giuseppe. Nel corso del tempo è stata diretta anche da Giuseppe Dell’Aquila, detto «Peppe ‘o ciuccio», Feliciano Mallardo, Francesco Napolitano, Raffaele Mallardo, Giuliano Amicone, Biagio Micillo, Domenico Pirozzi e Patrizio Picardi. Orbitanti ai vertici del clan ci sono decine di affiliati suddivisi in articolazioni plurime che operano nel territorio di Giugliano e nelle zone limitrofe.

C’è il gruppo della zona del cosiddetto Selcione, capeggiato da Giuseppe Dell’Aquila e successivamente da Patrizio Picardi e Domenico Pirozzi; il gruppo della cosiddetta zona San Nicola, risulta capeggiato da Feliciano Mallardo e diretto anche da Francesco Napolitano e da Giuliano Amicone; gruppo della area Cumana risulta capeggiato da Raffaele Mallardo; al vertice del gruppo di Varcaturo-Lago Patria vengono indicati Vincenzo D’Alterio e Giuseppe Ciccarelli. Ovviamente i Mallardo sono presenti anche a Napoli.

I clan satellite

Nell’orbita dell’Alleanza di Secondigliano ci sono i Cesarano del Rione Kennedy di Secondigliano; i Sacco-Bocchetti prima, e i Grimaldi, poi, attivi a San Pietro a Patierno; Caiazzo-Alfano del Vomero e dell’Arenella; i Panzuto-Frizziero, gruppo attivo nella zona di Chiaia-Mergellina; i Calone di Posillipo; i Vastarella della Sanità. Poi ci sono le organizzazioni autonome ma legate all’Alleanza. Parliamo dei Lo Russo di Miano, Piscinola e Chiaiano e dei Di Lauro, di Secondigliano. E ancora i Sautto-Ciccarelli di Caivano, i Moccia di Afragola e i Casalesi del territorio casertano. Poi ci sono i gruppi in affari. Tra questi gli Amato-Pagano di Melito ed Arzano e i Nuvoletta-Polverino di Marano.

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