Uccide il marito a coltellate con la figlia in casa: 45enne arrestata

La donna era reduce da una visita in Psichiatria

Ha ucciso il marito colpendolo con diverse coltellate all’addome e al collo, nella camera da letto della loro villetta di Martinengo, nella Bassa bergamasca, dove c’era anche la loro figlia di cinque anni, che non si è fortunatamente accorta di nulla. Soltanto poche ore prima dell’omicidio, nel pomeriggio di giovedì, Caryl Menghetti, 45 anni, era stata sottoposta all’ospedale di Treviglio a una visita psichiatrica e poi dimessa con l’indicazione di seguire una terapia farmacologica.

Ad accompagnarla in ospedale e poi a casa era stato lo stesso marito, Diego Rota, falegname di 55 anni che l’aveva seguita nei suoi problemi di salute mentale anche nel 2020, quando era stata ricoverata per un certo periodo nella stessa struttura sanitaria, sempre nel reparto di Psichiatria. Giovedì, attorno alle 23.30, il raptus, nella villetta di via Cascina Lombarda alla periferia della cittadina di diecimila abitanti al centro della pianura bergamasca.

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La morte di Diego Rota e l’arresto di Caryl Menghetti

L’allarme al 112 è arrivato da un familiare della donna, che quando sono arrivati i carabinieri non ha opposto resistenza all’arresto: ora è in carcere in via Gleno a Bergamo con l’accusa di omicidio volontario e al momento non è previsto il suo trasferimento in ospedale. Nei prossimi giorni la donna sarà ascoltata dal giudice per le indagini preliminari, mentre la salma del marito, terminati i rilievi nell’abitazione, è stata portata all’obitorio dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove sarà sottoposta all’autopsia: l’esame chiarirà il numero esatto delle coltellate e se, come si sospetta, quella al collo possa essere stata fatale per l’uomo, che non avrebbe nemmeno fatto in tempo a difendersi.

Menghetti, originaria di Vercelli e figlia di una famiglia di giostrai, avrebbe sorpreso il marito all’improvviso, forse neppure al culmine di un litigio: la coppia era del tutto sconosciuta ai carabinieri, che in questa prima fase delle indagini hanno escluso pregressi episodi di maltrattamenti in famiglia. Non sono emerse criticità nel rapporto di coppia: gli unici problemi erano di natura psichica e riguardavano per l’appunto Caryl, per questo in cura da almeno tre anni.

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I carabinieri, coordinati dalla Procura di Bergamo, hanno spiegato che la quarantacinquenne nell’ultimo periodo aveva vissuto delle problematiche lavorative e personali che «avevano inciso in modo assai rilevante sul suo stato emotivo». Un’altra Procura, quella dei minori di Brescia, ha invece già disposto l’affidamento della bambina di cinque anni ai familiari, alcuni alloggiati al piano interrato della stessa palazzina mentre il piano terra, teatro del delitto, è stato posto sotto sequestro dai carabinieri al termine delle indagini.

Il coltello da cucina usato per compiere il delitto è stato trovato in casa e anch’esso posto sotto sequestro. In passato Menghetti aveva lavorato come estetista a Romano di Lombardia, mentre di recente si era avvicinata alla stessa tipologia di attività della sua famiglia.

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