Aperto il Cultural Heritage in the 21st Century, Mattarella: salvaguardare identità culturale dei popoli

Il Ministro Sangiuliano: Napoli è una grande capitale della cultura globale

Sollecitata dal ministro per la Cultura Gennaro Sangiuliano, da quello per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, Antonio Tajani, dal vice ministro agli esteri, Edmondo Cirielli e dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e la partecipazione del diretto aggiunto dell’Unesco Ernesto Ottone Ramirez, si è aperto questa mattina a palazzo Reale di Napoli, l’atteso evento Unesco Cultural Heritage in the 21st Century.

Iniziativa che riunirà nella capitale del Mezzogiorno d’Italia, fino mercoledì, 194 rappresentanti dei 194 Stati membri dell’organizzazione per elaborare risposte comuni alle nuove sfide poste al patrimonio materiale e immateriale dell’umanità. E la definizione di un’agenda comune, per la tutela del patrimonio culturale globale che si chiamerà «Lo spirito di Napoli».

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I saluti di Mattarella

A introdurre il dibattito è stato il messaggio fatto pervenire dal Capo dello Stato Sergio Mattarella, poco prima che iniziassero i lavori. Nell’inviare i propri saluti, il Presidente ha sottolineato che «Il nesso tra la preservazione del patrimonio culturale e altri valori fondamentali è ancora attualissimo. Nuove sfide quali l’interdipendenza sempre più stretta, il cambiamento climatico, l’urbanizzazione accelerata e i flussi migratori incontrollati ci impongono di attualizzare e ampliare gli strumenti di tutela del patrimonio, rispondendo all’imperativo di trasmetterlo intatto alle generazioni future».

«Si tratta di un’esigenza – aggiunge Mattarella – particolarmente avvertita dalla Repubblica italiana che inserisce la tutela del patrimonio e del paesaggio fra i principi fondamentali della Costituzione. Dalle trasformazioni sociali e ambientali, a cui ho fatto riferimento, nasce la necessità di salvaguardare il patrimonio anche nella sua dimensione intangibile intesa come fattore che determina l’identità culturale dei popoli stessi, un’identità viva e dinamica descritta nelle tradizioni, nei linguaggi e nelle arti. Sono certo che dalle vostre riflessioni scaturiranno nuovi spunti per sviluppare ulteriormente il dibattito su un tema cruciale per l’intera comunità internazionale».

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Sangiuliano: consacrazione e riconoscimento del ruolo di Napoli

Il Ministro Gennaro Sangiuliano ha affermato che «Napoli è una grande capitale della cultura globale, e sono la sua storia e la sua tradizione a dircelo. E quella di oggi, in realtà, è una sorta di consacrazione e riconoscimento del ruolo di Napoli quale capitale culturale universale, per quanto attiene la sintesi tra patrimonio materiale, quello cioè fisicamente tangibile, e quello immateriale, che è fatto di tradizioni, culture, prassi che nei secoli si portano avanti. E crescono, diventando ogni giorno più significativi e determinanti dello sviluppo locale, ma anche globale. perché quello culturale è si patrimonio di Napoli, ma è anche patrimonio dell’intera umanità».

«E questa – ha continuato – è una ragione in più a farmi sentire orgoglioso di essere figlio di questa terra. Perché, se è vero che Napoli è dei napoletani, è altrettanto vero che per quello che nei secoli ha regalato, e ancora regala, al mondo e per la bellezza e le ricchezze che custodisce, è anche patrimonio dell’intera umanità».

Tra le priorità della conferenza, che si concluderà dopodomani, c’è la definizione di un’agenda comune: «Call for Action», un documento importante che prenderà il nome della città in cui viene predisposto, per cui si chiamerà «Lo spirito di Napoli». In esso «saranno affrontate alcune grandi questioni» ha sottolineato, il Ministro della Sangiuliano, anticipando i temi al centro della conferenza.

In particolare, si discuterà «del rapporto tra beni materiali e immateriali, dei cambiamenti climatici, su cui dovremo definire una strategia comune, della lotta al traffico illecito dei beni culturali – ha aggiunto – che è qualcosa che colpisce significativamente due nazioni in particolare, l’Italia e la Grecia». Inoltre, tra gli obiettivi della tre giorni anche quello di confrontarsi circa «il sovraffollamento di alcune località turistiche», ha concluso.

Cirielli: cultura è anche un elemento formidabile per avvicinare i popoli

«Questo governo e il ministero degli Affari esteri vogliono portare avanti l’idea di una diplomazia che metta al centro la cultura e si candidi come ponte nel Mediterraneo, tra Oriente e Occidente, tra Africa ed Europa» ha detto il viceministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Edmondo Cirielli.

Cirielli ha evidenziato che la scelta di realizzare l’evento in Italia «sottolinea come il governo voglia portare avanti il ruolo dell’Italia come elemento stabilizzante per il progresso della pace e per la comunione d’ intenti a livello mondiale. La cultura – ha aggiunto – non solo rappresenta un elemento formidabile per la diplomazia ma è anche un elemento formidabile per avvicinare i popoli». Cirielli ha evidenziato che «l’Italia non ha soltanto un patrimonio straordinario, ma anche una capacità comprovata con una componente umana fatta di studiosi e uomini di cultura, di carabinieri capaci di portare avanti la tutela mondiale del patrimonio».

Manfredi: Napoli è la città ideale per ospitarvi

«È un onore per noi ospitare questa Conferenza e celebrare con voi il 50/o anniversario della Convenzione del patrimonio mondiale del 1972 e il 20/o anniversario della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003. Posso dirvi con orgoglio che Napoli è la città ideale per ospitarvi: con il suo centro storico dichiarato Patrimonio mondiale nel 1995 rappresenta per natura e storia il luogo che cerca di tenere insieme i principi fondamentali di entrambe le convenzioni, mescolando gli aspetti materiali e immateriali della cultura in un’unica vibrante e dinamica dimensione» ha detto Gaetano Manfredi.

Il sindaco ha ricordato che il centro storico di Napoli «è uno dei pochi al mondo ad essere un centro millenario ancora abitato e ad alta densità abitativa. Le pratiche culturali che lo caratterizzano sono l’essenza della città, è un centro che cerca di resistere all’appiattimento culturale spesso conseguenza della crescente minaccia dell’over turismo e lo fa – ha sottolineato – grazie alla coesione sociale e interculturale che le comunità abitanti si impegnano a garantire, costruendo un modello urbano e sociale che, pur non immune alla marginalizzazione e alla povertà, è vivo e resiliente».

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