Migranti, disgelo Scholz-Meloni: «Strategia proposta dall’Italia è l’unica che può essere efficace»

La premier: destinare risorse nel nuovo bilancio Ue all’Africa con l’obiettivo di creare sviluppo

Il disgelo con la Germania e, allo stesso tempo, la mano tesa a Polonia e Ungheria («capisco le loro posizioni») contrarie più che mai al Patto sulla migrazione e l’asilo: Giorgia Meloni si muove tra una ricucitura e uno strappo nei corridoi del palazzo dei congressi di Granada. Nel tardo pomeriggio la città si ‘svuota’ di poliziotti. Spariscono i mitra all’ingresso degli alberghi. Via le transenne nelle piazze. Sulle strade tornano i taxi e rimangono le bandiere dell’Ue e della Spagna. La premier lascia il summit «soddisfatta» al termine di un lungo Consiglio informale europeo monopolizzato dal dossier migranti.

«Scholz è consapevole del fatto che la strategia proposta dall’Italia è l’unica che può essere efficace. Mi ha detto che bisogna andare avanti», dice dopo il faccia a faccia con il cancelliere tedesco. Dimensione esterna, lotta comune ai trafficanti e partenariati con gli Stati africani, sul modello della Tunisia, per bloccare le partenze all’origine: «una strategia chiara» rivendica Meloni su cui il consenso «è unanime» tra i Ventisette. E prima di lasciare il vertice un accenno anche alle questioni italiane: il video sulla giudice Apostolico? «Non è dossieraggio. Era a una manifestazione in prima fila» osserva Meloni replicando ai giornalisti per poi definire «legittime» le domande sul pregiudizio o meno del magistrato nel decidere di non convalidare il trattenimento a Pozzallo di quattro migranti.

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«Oggi ci troviamo in un Consiglio europeo in cui 27 Paesi sono d’accordo sul fatto che la priorità è fermare la migrazione illegale a partire della dimensione esterna» sottolinea la premier.

Orban e Morawiecki

Intanto Orban e Morawiecki (con cui c’è stato un bilaterale) ‘amici politici’ di Meloni puntano il dito contro il Patto sui migranti («siamo vittime di uno stupro giuridico» accusa il leader ungherese) perché – lamentano – si sta procedendo a maggioranza qualificata anziché all’unanimità.  Tanto che nella dichiarazione finale del vertice è stata stralciata la parte sui migranti oggetto, a sua volta, del testo del presidente del Consiglio Ue, Charles Michel.

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Uno strappo che non scompone la premier italiana perché, questo il suo ragionamento, si consuma nel vecchio paradigma della dimensione interna e non sulla lotta ai trafficanti, ‘cuore’ della strategia del governo: il no dei due Paesi «è una cosa – sottolinea – che comprendo perfettamente ma non pregiudica il lavoro che stiamo facendo. L’Italia ha votato il Patto sulle migrazioni e l’asilo perché le nuove regole sono per noi migliori delle precedenti. Ma per noi la redistribuzione non è la priorità. Le posizioni tra Italia, Polonia e Ungheria sono diverse perché sono diverse le condizioni geografiche».

Regno Unito e Germania

L’asse con Sunak – quindi il perimetro allargato anche a Paesi extra Ue – e la ritrovata sponda con Berlino: sono i due fattori che hanno caratterizzato l’azione della Meloni nella due giorni spagnola. «Scholz – spiega la premier – mi ha confermato il sostegno che aveva già dato al nostro lavoro in Tunisia, è perfettamente consapevole del fatto che è l’unico lavoro che può dare risultati seri. Tutti dicono che quel lavoro deve essere replicato anche in altri Paesi».

L’Africa

Così come, sempre secondo Meloni, c’è intesa con il cancelliere tedesco sull’importanza di destinare risorse nel nuovo bilancio Ue all’Africa con l’obiettivo di creare sviluppo e intervenire sulle prime cause del fenomeno migratorio.

«Noi non possiamo andare in Africa per dire ‘vi paghiamo per trattenere un problema che non vogliamo a casa nostra’. Occorre costruire con i Paesi africani una partnership completamente diversa per aiutare l’Africa a vivere di ciò che ha, perché è un continente estremamente ricco», spiega Meloni. L’ultima domanda alla premier che ha incontrato i cronisti all’esterno del palazzo, è sui mercati. Teme gli alti rendimenti pagati sui titoli di Stato? «Io non sono preoccupata. Trovo che l’Italia sia un’economia molto solida e trovo che la serietà che questo governo sta dimostrando nello spendere le risorse che ha, in modo serio facendo leva sulla crescita economica venga compresa bene da tutti», ha risposto.

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