Il potere logora chi non ce l’ha. Vale anche a Caserta

Le elezioni amministrative di primavera, epidemia permettendo, quasi sicuramente saranno tenute in autunno. Sicurezza sanitaria, vera o fasulla, di certo qualcuno se ne avvantaggerà a discapito di altri. Un anno fa, ad inizio di pandemia, Giuseppi Conte bis aveva superato il caffè e il digestivo di fine pranzo.

L’infausto avvento del Covid 19 l’aiutò a digerire, riprendere fiato e continuare a pranzare al banchetto Italia (Arcuri, Azzolina, Di Maio e Bonafede). Stessa sorte alla Campania di Vincenzo De Luca. La disgrazia pandemica trasformata in provvidenziale manna. Minacce col lanciafiamme, militareschi proclami, offese agli avversari e ospedali modulari prefabbricati (Covid Center), iniettarono dosi massicce di “gas soporifero” al “popolo Campano”. Rielezione a furor di popolo.

Pubblicità

Due Covid Center inutilizzati (Caserta e Salerno) e una spesa di 18 milioni di euro in debiti a carico degli italiani. Per l’affare ospedali modulari prefabbricati chiusi e non collaudati, sono indagati: Luca Cascone uomo di fiducia di De Luca; Ciro Verdoliva, Corrado Cuccurullo e Roberta Santaniello – uff. gabinetto di De Luca e componente la Direzione Nazionale del Partito Democratico – (inchiesta Fanpage). La struttura casertana è custodita, con sorveglianza armata, con spesa da 45 mila euro per 6 mesi.

Il potere logora chi non ce l’ha. Famoso aforisma attribuito a Giulio Andreotti (statista Democristiano del XX sec.), di fatto, gli storici riconoscono l’enunciazione al francese: Charles Maurice de Tayllerand. E’ accertato che «avere potere è utile, addirittura necessario». Così si spiega il “comandare meglio del fottere” o il fascino non discreto del potere.

Pubblicità Federproprietà Napoli

In politica, il potere è più forte del canto delle sirene ammaliatrici di Ulisse. La cosiddetta stanza dei bottoni esiste e si fa valere, dopo Conte e De Luca è il turno di Marino sindaco uscente di Caserta. Il logorio non è solo l’uso del potere a danno degli avversari, il logorio è principalmente l’autodisfacimento causato dal prolungare i tempi d’arrivo al traguardo. Carlo Marino, nuovo beneficiario di disgrazie causate dal Covid 19.

Una lunga e strenua campagna elettorale sfianca, diminuisce e svilisce le tensioni emotive, logora nel fisico e negli intendimenti. Il logorio, non colpisce chi continua a gestire la macchina di un Ente Pubblico.

A Caserta l’attività delle “liste civiche” è in costante aumento, proselitismi spontanei e di autentico valore partecipativo. Nascono e proliferano per chiara sfiducia alla politica e ai suoi uomini. Coinvolgimento diretto della cittadinanza associata o libera espressione d’individui stanchi di subire e non più disposti ad elargire “deleghe in bianco” a chicchessia.

I cosiddetti partiti ufficiali, espressione del centrodestra nazionale, chiosano, tergiversano, temporeggiano, perdono tempo per meglio scrutarsi, conoscersi e parrebbe darsi “scacco matto”. Nel centrodestra casertano – Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia – non si comprende chi è posto “sotto attacco” (scacco), da chi e perché.

Giocano la partita tra di loro, almeno questa è l’impressione vista dall’esterno. Promuovono incontri da selfie, privi d’indirizzo politico e programmatico, cercano dell’alleato a Roma l’avversario a Caserta. L’avversario da mettere sotto attacco non è Carlo Marino, distruttore di Caserta, ma lo cercano tra di loro.

Nel centrosinistra, la poltrona di Carlo Marino non è stabile, traballa e non poco. Opera di dirompenti colpi assestati dal fianco sinistro. Gli identitarii, intellettuali, cristiano-sociali e non meglio identificati laici. Il veterano Carlo Marino, duttile, malleabile, anaffettivo e con le spalle ad imbuto, sa bene come comportarsi nel trasformare il contro in “sicuro favore”. E’ solo questione di potere, ed egli possiede quello che logora gli avversari, neutralizzandoli o trasformandoli in amici.

Cari leader del centrodestra (ogni singolo partito ne conta al proprio interno almeno tre), Caserta non è un castello da espugnare, è una città da ricostruire e riportare agli standar europei per “qualità della vita”. Caserta non deve nominare un nuovo podestà (l’attuale è stato sufficientemente distruttore), deve scegliere la migliore o il migliore dei suoi cittadini, per competenze, saggezza e amore-servizio alla Res Publica. Avere tempo, non perdere tempo e non concedendo tempo se realmente si vuole essere alternativi.

Unità di strategie, visione, programmi e candidata/o sindaca/o condivisi è indispensabile d’ottenere. Unire tutte le forze sane della città, del civismo spontaneo e non allineato, del volontariato d’area, dell’associazionismo laico e cristiano è un preciso dovere dei leader politici.

L’infausta ipotesi della permanenza di Marino alla guida dell’Amministrazione casertana, porterà solo la firma di chi non punterà a costruire il centrodestra con civismo d’area. Il “Dividi et Impera” ricadrà contro se stessi. I casertani sapranno chi condannare.

Setaro

Altri servizi

Dazi e tensioni: l’Ue cerca di disinnescare la bomba Trump

L'Europa sceglie la via della diplomazia (per ora) Rispondere, negoziare, diversificare. La strategia dell’Ue di fronte alla tempesta commerciale scatenata da Donald Trump per ora...

Morta dopo aver atteso ore in barella: 7 medici indagati

L’ipotesi contestata dalla Procura è omicidio colposo con colpa medica Sette medici dell’ospedale «Ruggi» di Salerno sono indagati per la morte di Cristina Pagliarulo, la...

Ultime notizie

Marine Le Pen condannata: la giustizia entra nella corsa all’Eliseo

La sentenza la esclude dalle presidenziali 2027 La recente condanna inflitta a Marine Le Pen ha scosso il panorama politico francese, sollevando interrogativi sulla tempistica...

Mistero nel Salernitano: un 15enne trovato ferito a terra e in gravi condizioni

Il ragazzo rinvenuto a poca distanza dalla sua abitazione Un ragazzo di 15 anni è stato ritrovato ferito e privo di sensi nei pressi della...

Ecco il progetto per il nuovo Santobono: un ospedale a misura di bambino

Avrà una superficie di 85mila metri quadrati «Non è un classico ospedale, ma è disegnato a misura di bambino, con il gioco che si unisce...