Napoli e la Campania ripartano dal turismo

Mercoledì 2 settembre, presso il salone del glorioso Circolo Rari Nantes Napoli si è tenuto un interessante convegno: “Regione Campania, identità e sviluppo: l’opzione turismo”. L’evento è stato fortemente voluto da Luca Ferrari, coordinatore alla I Municipalità e membro del Dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia a Napoli. Al tavolo dei relatori – moderati dall’avvocato Rosanna Ruscito, esponente del Coordinamento cittadino di F.d’I. –, si sono alternate figure di spicco del mondo della cultura e del settore turistico.

Hanno relazionato, tra gli altri, il professor Paolo Macry, docente di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e il dottor Marco Demarco, giornalista e fondatore del Corriere del Mezzogiorno. Ad impreziosire la platea dei relatori vi erano l’onorevole Andrea Delmastro Delle Vedove, presidente della Giunta Autorizzazioni alla Camera, e Stefano Caldoro, candidato della compagine del Centrodestra alla presidenza della Regione Campania.

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Lucidità e capacità di visione hanno connotato l’intervento di Luca Ferrari che ha immaginato quale potrebbe essere il futuro modello della Campania e indicato, a suo dire, i principali obiettivi da perseguire.

Il turismo – ha esordito Ferrari – è la principale “industria” al mondo e la Campania e Napoli, che hanno bellezze e storia senza pari, dovrebbero ripartire proprio dal turismo. In un mondo che si sta omologando sempre più, tendendo quasi a divenire un “villaggio globale”, la nostra aspirazione dovrebbe essere quella di andare in controtendenza, sfruttando l’unicità che caratterizza la Campania, partendo da Napoli, passando per il Sannio, fino ad arrivare all’Irpinia.

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La Campania, dunque – con Napoli in testa –, dovrebbe rappresentare un modello differente di “essere Occidente”, smettere di ricercare di somigliare a…, di scimmiottare altre “capitali”, poiché nessuna è “qualcosa di irripetibile” come il capoluogo partenopeo che, solo in estrema sintesi, può farsi vanto delle radici greco-romane e dei primati borbonici.

Se si considera che il 13% del PIL nazionale è generato dal settore turismo e, come contraltare, si pensa in quale anarchia e debolezza si muova il comparto, ben si può immaginare di quali potenzialità possano essere capaci le nostre terre se bene indirizzate ed amministrate. Viepiù che le peculiarità della Campania tutta – partendo dall’arte fino ad arrivare alla eno-gastronomia – consentirebbero un turismo destagionalizzato, capace di creare ricchezza 365 giorni su 365.

Da ultimo è stato sottolineato come una visione che ponga il turismo al centro di un ragionamento di sviluppo della città di Napoli e della Campania non escluda assolutamente l’enorme rilevanza di altri settori economici, essendo la crescita industriale e tecnologica non solo auspicabile, ma addirittura necessaria al turismo stesso: l’industria turistica e quella della produzione di beni di consumo e di servizi, dell’agroalimentare, del manifatturiero, nonché quella tecnologica non sono in antitesi. Tutt’altro. Esse spesso, se non sempre, dialogano tra loro con reciproco vantaggio.

La conclusione è consequenziale: è necessario porre al centro dello sviluppo dei nostri territori il turismo e, intorno, implementare progetti urbanistici, dei trasporti, industriali e professionali che, basandosi sul forte radicamento identitario e sull’unicità nel panorama turistico mondiale, diano alla Campania una grande opportunità di crescita e serenità.

Tra il pubblico si segnala, infine, la presenza di massimi esponenti dell’imprenditoria partenopea e del Made in Italy come Maurizio Marinella e Nino de Nicola, oltre che di alcuni candidati alle prossime elezioni per il Consiglio regionale: Pietro Diodato, Francesca Marino, Enzo Rivellini e Marta Schifone che in questi giorni è impegnata su più fronti per la promozione del settore in Campania, come testimoniano le recenti visite a Pompei per dare voce agli operatori turistici del Parco Archeologico.

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